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La strana storia di Bruno Bréguet | Olmo Cerri
Olmo Cerri

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Data: 16 Ago 2016

Rubrica: Documentari, News

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La strana storia di Bruno Bréguet

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Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, attraverso la Divisione della cultura e degli studi universitari, la RSI – Radiotelevisione svizzera e la SSA – Società svizzera degli autor hanno deciso di assegnare una borsa di scrittura “a sostegno di progetti cinematografici allo scopo di incoraggiare la produzione di qualità nel Cantone Ticino” al progetto:

“La strana storia di Bruno Bréguet” di Olmo Cerri

Il progetto è in corso di scrittura, chi avesse informazioni, documenti o testimonianze inerenti al tema è invitato a contattarmi!

> Rassegna stampa e annuncio


 

Schermata 08-2457617 alle 11.35.05 AMUna storia da non raccontare

Io non sapevo niente di tutta questa storia. Eppure sono nato e cresciuto in Ticino. Quando per la prima volta ho sentito parlare di Bruno Bréguet, da alcuni compagni militanti, non ho potuto fare a meno di pensare che, nella sua tragicità, quella di Bruno fosse una storia piena di colpi di scena e punti oscuri da chiarire, e che andasse raccontata, per tanti motivi. Perché nessuno me ne ha mai parlato? Questa storia mi affascina per la carica ideale e utopica di Bruno, che tanto bene è descritta nei suoi diari. Quella necessità incontrollabile “di fare qualcosa” contro le ingiustizie di questo mondo. I giudizi a posteriori, sulle modalità di lotta da lui scelte, sono facili a farsi e probabilmente quasi unanimemente condivisi. Eppure quella carica ideale e quella motivazione profonda che lo hanno spinto a seguire fino in fondo il suo sogno, pagandone sulla propria pelle le conseguenze, non possono non affascinare. Quella di Bréguet è una vicenda che va raccontata anche perché descrive un decennio “socialmente” difficile, carico di tensioni e contraddizioni e la sua rimozione collettiva, denota forse l’incapacità di elaborare il difficile periodo degli anni Settanta. I fatti sanguinosi avvenuti in Italia durante gli anni di piombo, hanno diramazioni che arrivano fino in Svizzera. È risaputo, infatti, il coinvolgimento di tutta una serie di persone e di famiglie sul nostro territorio. Una storia che va raccontata perché particolarmente emotiva. Narra la spinta ideale di un diciannovenne ticinese, la sua crescita attraverso esperienze estreme, la formazione delle sue idee, basate su principi di solidarietà e di internazionalismo, e le sue ferree convinzioni. Scrive dal carcere nel 1970: mi sento umiliato, ma non per il fatto di trovarmi in prigione, sono perfettamente cosciente di ciò che ho fatto come di ciò che farò in avvenire.

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