L’incontro Voci fra le macerie nasce dalla serie di Podcast realizzati dal collettivo Macerie a seguito della demolizione del CSOA Il Molino a Lugano. Il 19 maggio ascolteremo Olmo Cerri (in rappresentanza del più vasto collettivo), Marko Miladinović e Enrico Lombardi attraversando la storia sociale e culturale non solo del Ticino. 

Olmo Cerri è regista, documentarista e collabora da tempo con la RSImolti dei suoi filmati sono stati diffusi in programmi come “Storie”“Patti Chiari”, Cult TV e altre testate, oltre che in molte sale cinematografiche e in festival internazionali. Autore e regista di audio-documentari radiofonici, il suo podcast “Strani Giorni” ha di recente vinto il premio dell’11.mo Sonohr Radio & Podcast Festival, che celebra la creatività, il coraggio e la magia delle storie audio.

Marko Miladinovic, nato nel 1988 a Vukovar, vive in Ticino, dove è poeta, artista, paroliere, presentatore e mediatore di eventi. Cura e organizza il Ticino Poetry Slam. Ha pubblicato due dischi a nome Fedora Saura. Crea opere d’arte e fa mostre, performance e interventi di poesia totale, stand-up poetry e spoken word.

Enrico Lombardi, nato a Zurigo nel 1956, è laureato in Filologia italiana all’Università di Pavia e ha lavorato come giornalista e produttore alla RSI, per cui ha fra l’altro realizzato interviste e trasmissioni speciali dedicate a Giorgio Orelli e Federico Hindermann. Ha pubblicato articoli su riviste e giornali. Collabora attualmente al sito naufraghi.ch.

Entrata libera! Prenotazione gradita.

PROGRAMMA 2022 – DOPO LE MACERIE: ORIZZONTI

Nel 2022 la Casa della Letteratura per la Svizzera italiana festeggia i 4 anni di attività. Da quel primo giorno d’apertura, molto è accaduto, e in modo inaspettato. Una pandemia (che tutt’ora continua), la perdita (per demolizione) di una casa della cultura, il CSOA Il Molino a Lugano; le lontananze (anche affettive) che ci sono state imposte Molto ci ha rincorso, assediato, talvolta anche colpito.

Nel 2022 il gesto di distruzione è un gesto che va guardato attentamente. Lo sguardo va fermato davanti a queste macerie. Non per una contemplazione scoraggiata, bensì per quel senso di interna e intima resistenza, per la cura verso gli affetti, per il desiderio di nutrimento, per la sorpresa che le avversità non possono né piegare né spegnere. Si guarda ciò che non c’è più per potere riscostruire.

Dopo le macerie: orizzonti è il fil-rouge della nuova stagione. È davanti a ciò che è stato distrutto che si torna al noi, al senso di comunità, all’essere assieme per rifare l’oggi e il domani.